DUCATO di WICHCRAFT

 

 


Terra intrisa di conoscenze perdute e di misteri irrisolti, attira da sempre studiosi e arcanisti da ogni parte del mondo conosciuto. Wichcraft è infatti sinonimo di magia in ogni sua forma ed accezione: sede del Conclave, la più grande organizzazione magica della Valle dei Sogni, della Biblioteca Sospesa, scrigno di testi di indicibile valore, della Torre Bianca, scuola di Magia tra le più famose ed influenti, e culla di interrogativi che da secoli attendono qualcuno che dia loro la soddisfazione di una risposta.
L’ambiente montagnoso, ricco di laghi e di fiumi, non permette la formazione di villaggi di grandi dimensioni facilitando invece la costruzioni di torri isolate, dove i maghi più facoltosi pongono la propria dimora, luogo ideale per trovare la pace ed il silenzio necessari ad uno studio continuativo e proficuo. L’unico agglomerato urbano di grosse dimensioni è la capitale, il cui nome è omonimo a quello del feudo intero come se ne volesse rappresentare l’essenza più pura. All’interno delle alte mura, bianche e scintillanti come se fossero fatte di ghiaccio, ci si ritrova immersi in un mondo estremamente variegato: il gran numero di stranieri realizza un mescolamento di culture e di costumi che rende la Città della Magia affascinante e complessa al contempo; alla cacofonia di colori e di voci dei molti mercatini fa riscontro l’austero silenzio della grande biblioteca e del giardino del palazzo ducale, ai lati del quale sorgono due costruzioni gemelle che costituiscono un lungo corridoio d’accesso alla dimora del prefetto della città. Vi risiedono maghi e cavalieri che hanno deciso di dedicare la loro esistenza alla difesa del ducato o alla sua duchessa. I primi, i Cavalieri del Drago, svolgono funzioni di guardia cittadina e sono così chiamati per l’eroica impresa portata a termine dai primi cavalieri del feudo, quando ancora non esistevano più di una manciata di case spruzzate qua e là tra le ampie distese di pascoli e i declivi rocciosi. Il loro capitano è eletto dai cavalieri stessi ma la nomina dev’essere riconosciuta legittima dal Duca in carica; i Cavalieri dell’Aquila rispondono invece al solo volere di Lady Verdiana, assumendone i colori, verde e argento, e portandone il simbolo, l’aquila rapace, impresso sullo scudo e ricamato sul petto. Entrambi gli ordini abbracciano indistintamente maghi ed uomini d’arme, promuovendo nel corpo speciale della cavalleria alata chi dimostra capacità tali da distinguersi in entrambe le discipline.
La città conta un solo tempio, dedicato indistintamente ad ogni divinità, rendendo evidente come lo spazio lasciato alla sfera religiosa sia piuttosto esiguo. Gli abitanti del Wichcraftshire sono infatti conosciuti attraverso lo stereotipo del ferreo individualismo e della venerazione di sé, immagine spesso errata ma portata alla ribalta da secoli di governo teso più al mantenimento di ampi margini di indipendenza che alla creazione di uno spirito comunitario e nazionalistico. I commercianti del sud erano soliti parlare del distacco e della scarsa ospitalità degli abitanti narrando di “cuori freddi come i loro inverni”, ma da quando è salita al potere Lady Verdiana sembrano aver intravisto nuovi scorci di realtà.