La Torre delle Ore

Costruita al centro del Lago Llwen, uno specchio di acqua cristallina dalla scarsa profondità, sorge la Torre delle Ore, costruita in un tempo così lontano che le leggende sono così tante da riempire la memoria degli Elfi.  Nelle Terre degli Immortali si narra che Varyanon, primo Re della Famiglia dei Seledi, unì il suo sangue alla terra e all’acqua creando così un legame indissolubile fra la sua famiglia e queste magiche lande. La magia degli elfi sigillò questo legame, da qui si crede che la Torre delle Ore crollerà, portando in rovina queste terre, quando colui che siederà sul trono non avrà più sangue dei Seledi.  Da oramai  cinque generazioni questa dinastia regna sulla Valle dei Sogni portando prosperità e stabilità , ora, con la salita al Trono di Linnea Selede Isilva si sta prospettando una nuova politica maggiormente aperta all’innovazione .
La giovane Linnea è salita al Trono forse troppo giovane, tuttavia si è da subito dimostrata una regina attenta alle necessità del popolo e disposta a fare quanto in suo potere per miglirare le sue condizioni. Questa predisposizione della  sovrana ha senza dubbio dato fastidio a molti membri della vecchia aristocrazia, abituati ad avere un potere ed una ricchezza maggiori con la precedente reggenza. Questo ha portato la Regina a circondarsi di nuovi seguaci pronti ad avventurarsi con lei in questa nuova politica di riforme e novità. Dal giorno dell’Incoronazione sono oramai trascorsi XIV anni, la Regina è cambiata: da adolescente poco incline al trono a donna matura, legata al suo regno da un giuramento scritto nel suo stesso sangue.

La Torre del Ore rappresenta da sempre il simbolo del Regno Selede sulla Valle dei Sogni. Le Leggende narrano che il primo Re, Varyanon Selede Aldermon, vide costruire questa imponente residenza in un unica notte dopo aver stretto un vincolo di sangue con la Terra stessa che si apprestava a servire e dominare allo stesso tempo. Il patto si dice fu reso possibile da una creatura magica , c’è chi dice una fata , chi una ninfa , chi un elfo di una sottorazza oramai estinta , che sarebbe poi diventata sua moglie, Eruanni Lithval. I libri di storia sostengono che Eruanni legò il sangue Selede alla Terra tramite un’arte magica ora dimenticata, i più malevoli sostengono necromanzia o una magia del sangue, le vie ufficiali sostengono una magia che univa acqua e terra.
La Torre delle Ore prende il nome dal suo aspetto peculiare, infatti posto al centro del Lago Llwen nel mezzo dell’ampia pianura del Cronifugia questo edificio sembra un unica stretta Torre e osservando l’ombra disegnata sull’acqua è possibile comprendere il momento della giornata in qualsiasi momento. In realtà non è un unico edificio, ma una serie di edifici affiancati a formare un palazzo che assume l’aspetto di un unica torre se osservato da lontano.
AMBIENTI DEGNI DI NOTA :
LA SALA DEL TRONO: ampia salone posto ai primi piani del palazzo, è un ambiente semplice e gradevole, privo di inutili sfarzi, illuminato da ampie vetrate.
Il Trono in legno fu scolpito da i maestri di Yavaldarelle in un unico tronco, per questo presenta diverse irregolarità ed una forma bizzarra. C’è chi sostiene che l’albero in cui è intagliato abbia le sue radici sotto la torre stessa e che questa sia stata costruita proprio a partire dalla posizione dell’albero. Questa leggenda è rafforzata dal fatto che non vi sono stanze sotto quella del Trono, come se vi fosse davvero nascosto l’albero da cui prende origine il Trono Selede.
Per tradizione l’anno di Regno di ciascun sovrano Selede viene fatto iniziare il 21 Marzo dell’anno della sua incoronazione, essendo il giorno dell’Equilibio, in cui la durata delle ore di luce e di buio sono le medesime.

I SOTTERRANEI
Uno stretto corridoio , adatto al passaggio di non più di due persone , scende armonioso sotto la Torre delle Ore , con curve strette verso un punto indefinito sotto il Lago. Qui vi sono due ambienti fondamentali : le Cripte Seleidi e la Fonte del Lago LLwen.
Le cripte occupano una sala bassa, con un soffitto fatto di volte ed archi , dove sono adagiati eleganti sarcofagi della bianca pietra di Yavaldarelle. Raffinati p meticolasmente scolpiti da mani abili e delicate, tutto sembrano tranne che letti di morte.
La Sorgente del Lago Llwen è un luogo denso di mistero poiché lì si è consumata una delle vicende più importanti durante il regno di Linnea : la nascita e risoluzione della malattia delle Acque. Avvelenate per volontà di uno dei Draghi Arcani, furono poi sanate dal sangue della Sacerdotessa Mairwyn Alqualoswen.

I Seledi in origine erano una delle Quattro Famiglie che si alternavano la Reggenza delle Terre Elfiche, insieme a Nyasha, Cleyndhar e Hayster. In un tempo che sembra lontano Varyanon Selede Aldermon ebbe una visione che condusse lui ed un piccolo gruppo di avventurieri a lasciare Yàvaldarelle per seguire i segni che gli Dei ed il Nyana gli avevano indicato. Così facendo si avventurò nel mondo esterno, lasciando la società chiusa e perfettamente rodata degli elfi per riscoprire i territori confinanti dove scoprì regnare il caos. Infatti al di fuori da Terre Elfiche erano ben poche le regioni organizzate come le vediamo ora. Quello che ora chiamiamo il Protetettorato di Faireyardth era poco dissimile, rappresentando forse l’esempio di società meglio strutturato del tempo. Osterton, che ora viene considerato un Ducato Perduto, rappresentava invece una potenza: i suoi stregoni e soldati seminavano il panico nelle terre circostanti, conquistando terre e portando dolore e lasciando le regioni ad annegare per la sopravvivenza, cosa che le aveva portate nel tempo a molteplici occasioni di scontro. Osterton era di per sé una regione molto organizzata, ma la struttura sociale al suo interno era rigida ed organizzata, ma promuoveva una purga razziale cercando di ridurre in schiavitù le terre confinanti e gli esseri da loro ritenuti non adeguati al loro mondo. Purtroppo mancava nelle altre terre una visone condivisa che portasse a pace e prosperità. Varyanon fece proprio questo. Riuscì a riunire gli abitanti di Terre elfiche, del protettorato di Faireyarth, i popoli di Dygray e Cronifugia e con loro soppiantò il dominio di Osterton, sconfiggendo il suo Reggente. La leggenda narra che Varyanon Selede Aldermon assunse il nome di “Difensore” proprio per questo motivo, per aver protetto da Osterton le terre circostanti. La leggenda narra che la giovane sposa, Eruanni Lithval, del Primo Re fosse in realtà una delle figlie del Signore di Osterton, una sottorazza elifica dedita alla magia del sangue, una magia proibita nei regni allora conosciuti, questa unì i Seledi alla Terra della Valle, creando in questo modo un vincolo fra il dominio della famiglia e la Valle dei Sogni stessa.
Da quel momento in poi un ramo della Famiglia Selede continuò a vivere nelle Terre degli Elfi, a Yavaldarelle, come parte non regnante della Famiglia mentre i discendenti di Varyanon ed Eruanni furono i capo stipite della famiglia reale attualmente regnante.

Nata dall’unione di Arynion Selede Dalethir “Stella solitaria” e Tianadaaiel Cali Isilva, Linnea non era destinata a portare il peso della corona in quanto seconda sulla linea di discendenza al trono, dopo il fratello maggiore, Domynic. Le cose cambiarono quando sull’orlo dell’adolescenza suo fratello iniziò a mostrare le sue doti di Nyana e fu quindi invitato dalla comunità elfica ad intraprendere la strada che Falon’Din e gli altri Dei degli Elfi gli avevano mostrato e diventare un Guardiano degli Spiriti. I Nyana sono creature rare, più rare di un regnante, per questo motivo il fardello della corona fu spostato sulla testa della sorella minore. Domynic fu allontanato dalla famiglia per essere educato a compiere una vita lontano dagli affetti e dagli amori terreni, concentrando la sua educazione sulla conoscenza dell’Altrove e la ricerca dell’Equilibrio. Linnea trascorse parte della sua vita fra Yavaldarelle, Eruvyanne e la Torre delle Ore. Educata secondo i precetti della monarchia fu cresciuta dal padre in modo rigoroso e severo. L’unica libertà che le fu concessa fu frequentare la scuola di Arti Magiche Eliche di Eruvyanne, dove trascorse ventisette anni secondo le rigide regole di vita della città per diventare un Magister della scuola dell’Acqua. La prematura scomparsa della madre a causa di una malattia (qualcuno vocifera avvelenata da fazioni opposte alla Selede) segna un importante frattura fra lei ed il padre, inasprendo il loro rapporto. Arynion diventa sempre più pretenzioso e la formazione di Linnea diviene sempre più rigida: la figlia dovrà essere perfetta per il ruolo che andrà a ricoprire. Anche il padre di Linnea però perirà prematuramente, durante degli scontri al confine con Osterton, per questo motivo l’ascesa al trono della Selede è molto precoce: lei è ancora una adolescente poco esperta del mondo e con la testa riempita delle nozioni imparate sui libri e dal padre. Per questo motivo i membri della vecchia nobiltà della Valle dei Sogni cercheranno fin da subito di osteggiarla e farla cadere dal trono, ma la fortuna di Linnea è affidarsi a quella che diventerà durante il suo regno una nuova cerchia di nobili e, sopratutto , di amici per la sovrana, aiutandola ad affrontare le numerose peripezie che il destino le metterà dinnanzi. Nonostante un inizio non propriamente ben orientato, dove le sue azioni erano dettate principalmente da sentimenti ed istinto, ha comunque trovato fedeli compagni e devoti amici che l’hanno aiutata a mantenere il trono nonostante i numerosi attacchi da parte di Akethis. Dopo la prigionia di LugOghma, durante la quale è stata torturata e deprivata dell’uso della magia, invece la preoccupazione della donna è stata occuparsi della valle dei sogni, tanto da dichiararsi “Sposa del suo popolo” guadagnando una visione completamente diversa del suo ruolo e della sua responsabilà. Si vocifera una storia d’amore con il Duca di Kromdar, Lord Allister, da diversi anni, ma la relazione non è mai stata resa ufficiale da nessuno dei due. Durante prigionia pare abbia generato, a causa delle violenze subite, un figlio di cui si è persa ogni traccia.
Durante il Dominio dei Draghi la Torre delle Ore è stata presa ed il trono fatto cadere, Linnea si è vista costretta ad abbandonare Cronifugia con come unica compagna K, una witchblade che l’ha accompagnata come guardia del Corpo messa al suo fianco da Allister stesso. Attanagliata dal senso di responsabilità e oramai forte della consapevolezza che il legame che i Seledi hanno con la Valle dei Sogni è ben oltre la politica, inizia una faticosa riconquista del Regno, richiamando a sè vecchi e nuovi eroi.

La Profezia dei Seledi

Varyanon Selede Aldemron aprì di scatto gli occhi, fissando, senza realmente vederlo, il soffitto della propria stanza da letto; restò steso per lunghi istanti, incapace di muovere le membra, la pelle madida di sudore che inzuppava la leggera tunica di lino e la bocca secca semiaperta.
Il giovane elfo inspirò profondamente e questo gli procurò una spiacevole sensazione , trovando quasi doloroso il passaggio dell’aria nel suo corpo: sollevò lentamente la mano destra, passandola sulla fronte imperlata di sudore, cercando di raccogliere le idee.
Era la quindicesima notte che faceva il medesimo sogno, quindici giorni dalla morte del padre, Aryanth, Duca delle terre a ovest di Yàvaldarelle la Rigogliosa, città capitale delle terre degli elfi ; Varyanon si sollevò lentamente, posando i piedi nudi sul pavimento in granito, il freddo contatto con le mattonelle fu piacevole , posò i gomiti sulle cosce prendendo poi il volto fra le forti mani.
– Sta diventando un ossessione…- mormorò nella lingua degli elfi, la sua voce era metallica, forse un pò troppo acuta per appartenere ad un uomo della sua età ed addestrato all’arte del combattimento, tuttavia ben si adattava alla figura snella e slanciata del ragazzo, un uomo dai lunghi capelli di un biondo quasi rosso, occhi verdi e felini e dalla pelle liscia e morbida.
Varyanon non era mai stato particolarmente interessato al soprannaturale, per quanto la storia della sua gente fosse strettamente collegata alla magia della terra, per questo non aveva prestato molta attenzione al sogno; tuttavia erano oramai troppe notti che questo si ripeteva, sempre identico in ogni dettaglio e particolare, sempre accompagnato da quella voce, una voce che lui non conosceva, ma che sentiva come calda e famigliare. L’elfo era sempre stato una persona concreta, molto dotato nell’amministrazione delle terre della famiglia, discreto combattente, pessimo filosofo e mago negato.
Si alzò in piedi lentamente, pesando il copro prima su un piede e poi sull’altro, saggiando il proprio equilibrio prima di incamminarsi nell’ampio salone fino a raggiungere la finestra, che aprì con un movimento forse un pò brusco.
L’aria fredda del disgelo sferzò contro il suo volto preoccupato, svegliandolo completamente; l’inverno scemava velocemente in quella parte del territorio conosciuto e non era mai troppo rigido, lasciando un ampio respiro alla bella stagione.
Varyanon spaziò con lo sguardo verso la città, che distava poche ore di cavalcata, le prime luci dell’alba iniziavano a colorare di rosa le bianche mura di Yàvaldarelle, questa vista lo rincuorò strappando un sorriso a quel volto troppo spesso impassibile. Il regno degli elfi era una parte di mondo relativamente tranquilla e la zona di Yàvaldarelle, in particolar modo, viveva un momento di relativo benessere economico. Vi erano quattro ducati ed ogni 20 anni un diverso duca diveniva temporaneamente reggente della città e dei suoi territori. La famiglia dei Seledi non regnava da venti anni, e non sarebbe salita al trono per altri 20 : ora era la famiglia di Hastyer al trono, originaria del ducato di est.
Varyanon rabbrividì, l’aria gli aveva gelato il sudore contro la pelle , sospirando chiuse la finestra controvoglia, ma non era certo il momento di ammalarsi, sua madre non avrebbe sopportato anche la perdita di un figlio. Maryadeyth era una donna piccola e minuta , anche per essere un elfo, dagli occhi verdi che aveva ereditato Varyanon , dai capelli oramai del colore dell’argento, i lineamenti delicati che, nonostante l’età , la facevano sembrare ancora una ragazzina, dopotutto era prerogativa della sua razza non portare i segni del tempo. Varyanon era il secondo di tre figli: Ryanyeh , suo fratello maggiore, era un uomo dalla solida formazione militare, ed aveva ora preso il posto del padre, mentre Lyal era sua sorella minore, una giovane senza particolari pregi se non la spettacolare bellezza, che la rendeva una delle donne più contese del territorio.

Elyana Cleyndhar, unica figlia di Grewnarth Cleyndhar, duca della regione nord del territorio di Yàvaldarelle, camminava per le vie della città avvolta in un pesante mantello di lana lavorata, diretta verso la Casa Comune. Elyana era una nyana, un saggio, una protettrice degli spiriti degli elfi, una persona dotata di particolari poteri che consentivano loro di purificare e purgare lo spirito degli elfi. Era un dono molto raro, non vi erano più di due nyane ogni trecento anni nella comunità di Yàvaldarelle da più di milleduecento anni oramai e questo potere non si manifestava mai nella medesima famiglia.
Elyana camminava lentamente, ad ogni passo il mantello si muoveva sinuoso attorno alla sua slanciata figura, tuttavia lo stato della sua gravidanza era talmente avanzato che nemmeno l’ampio manto di lana riusciva a nasconderlo; era una donna forte, non si era mai sottratta alle dure prove che il destino le aveva messo davanti, ed anche quel giorno avrebbe svolto il suo pesante lavoro, nonostante molti le avessero suggerito di interrompere di svolgere le sue mansioni per non arrecare danno alla creatura che portava in grembo. I figli per gli elfi erano sempre stati una benedizione, molte famiglie si erano spente proprio perché non vi erano eredi ed Elyana portava in grembo l’unico passibile erede della famiglia Cleyndhar. Nella società degli elfi, infatti, il figlio prendeva il grado ed il nome del genitore di grado più alto, quindi, essendo Elyana sposata con il comandante delle guardie della propria famiglia, Arthyarn Flyann, loro figlio avrebbe ricevuto il nome della madre. La nyana si fermò dinnanzi alla porta della Casa comune, appoggiandosi appena al grande portone di legno di quercia, per riprendere fiato. C’era qualcosa che la turbava, non riusciva a liberarsi di uno strano presentimento, qualcosa le impastava la bocca di un liquido amaro , forse avrebbe dovuto tornare a casa ed affidarsi ad i suoi presentimenti, tuttavia era una donna troppo legata ai propri doveri, quindi attraversò il portone per affrontare il suo lavoro.
Syalen Hastyer , una signora magra avvolta in una veste azzurra, dai capelli dorati intrecciati da fili candidi come la neve, sedeva ad un grande tavolo a forma di semiluna,teneva il capo chino e i raggi di sole del primo mattino cadevano sulla folta chioma che pareva quasi risplendere ed ampliare la luce nella stanza .
– Buon giorno ,Taryen – mormorò Elyana, rivolgendosi alla dama con il termine comunemente utilizzato per chiamare la reggente . Syalen Hastyer, infatti, era colei che da 19 anni oramai vegliava sugli interessi della comunità elfica di Yàvaldarelle.
-Elyana ..- mormorò la donna tenendo ancora il capo chino sulla pergamena che stava elegantemente vergando – ero certa saresti venuta anche oggi, nonostante tutto – il tono della donna era severo, tuttavia era una austerità materna, infondo la reggente avrebbe tranquillamente potuto essere madre di Elyana data la differenza di età fra le due elfe.
-Non è tempo per trascurare il lavoro, Taryen, il dominio degli Hastyer sta per mutare, il consiglio dovrà presto esaminare gli eredi degli Nyasha per decidere chi di loro è più adatto per sostituirvi…-
-Vostro figlio, nyana, nascerà fra meno di una luna, mentre mancano ancora più di due stagioni prima del mutare della marea..- la reggente sollevò il volto per osservare il saggio, senza dubbio doveva essere stata una donna stupenda; i suoi lineamenti erano sottili ed eleganti, ma questa caratteristica contraddistingueva l’intera razza elfica, in lei vi era qualcosa di più. Syalen aveva dei lineamenti di una bellezza quasi innaturale, che ricordava le divinità cantate dai bardi , in grado di far perdere il lume ad ogni sorta di creatura con un solo sguardo, uno sguardo fugace di quegli occhi color ametista. Si raccontava che gli Hastyer fossero imparentati con un gli Elfi della regione di Eruvanye, una comunità molto chiusa e dalle peculiari caratteristiche, che accoglieva solo coloro che erano destinati ad imparare la sacra arte della magia.
-Qualcosa oscura la mia vista, Signora… qualcosa incupisce i miei pensieri…non posso ignorare ora il mio lavoro- Elyana Cleyndhar si sedette distante dalla reggente, accarezzando con la mano destra il ventre gonfio di una nuova vita.
-Chiamerò i Nyasha e le altre famiglie, dunque – con un gesto elegante e morbido abbandonò la penna rossa con la quale stava scrivendo – interpelleremo i maghi per proteggere il Consiglio e comprendere i vostri timori..così decido, nel quinto giorno del disgelo nel diciannovesimo anno del mio dominio-
La nyana annuì, tuttavia le parole di Syalen Hastyer non riuscirono a rassicurarla, c’era qualcosa di sbagliato, qualcosa si stava per spezzare, un equilibrio stava per crollare , ne era certa, ma la cosa angosciante era che non era in grado di capire cosa fosse.

Ryanyeh Seldede Aldemron sedeva capotavola al lungo tavolo della sala antistante le cucine, era un elfo nel pieno della sua maturità, i capelli biondo oro tenuti legati in un morbida coda incorniciavano un volto austero, con zigomi estremamente pronunciati ed un naso affilato tanto da sembrare tagliente. Indossava un manthad, la tipica veste del signore della casa, una lungo mantello color viola cupo, bordato d’oro, e teneva davanti alla fronte corrugata una pergamena che leggeva con attenzione. Ryanyeh aveva gli occhi dei Seledi, occhi azzurri venati di oro e grigio, occhi che Varyanon non aveva ereditato se non in parte, gli occhi del più giovane dei Seledi erano verdi come le foglie di una quercia, tuttavia venati da pagliuzze grige e dorate.
Varyanon entrò nella stanza con il passo leggero e silenzioso della sua gente, indossando un vestito molto meno formale di quello del fratello maggiore – Ryanyeh Fratello – esordì con la sua voce sicura, riempiendo il silenzio dell’ampio salone mentre si avvicinava all’elfo seduto al tavolo.
-Uhm…- mororò Ryanyeh, abbassando il foglio e rilevando il suo volto perplesso all’altro elfo , che presto mutò, illuminandosi, come se la vista del fratello fosse un miraggio – Giovane fratello mio ! – l’elfo aveva una voce più scura di quella del fratello, quasi un pò roca – finalmente qualcuno in grado di comprendere i calcoli del nostro amato padre !-
-Quanta fiducia, Ryan, non sono certo di meritarla- il giovane Selede si portò dietro al fratello, sporgendosi oltre la sua spalla per osservare il foglio che tante preoccupazioni stava gli stava dando.
– Nostro padre era un uomo accorto…ha fatto calcoli sul rendimento della tenuta da qui ai prossimi cento anni – proseguì Varyanon, sfilando ora il foglio al fratello ed avvicinandosi alla finestra per sfruttare la luce della finestra per leggere meglio – se vorrai portare avanti la casata non dovrai fare altro che leggere questo foglio di quando in quando…e confrontarli con quelli che compileremo io e tua moglie, che senza offesa , è decisamente più portata di te verso questo genere di affari…-
Ryaneh scoppiò in una cupa e divertita risata ed allungò una mano per afferrare una mela verde, quelle provenienti dal frutteto di famiglia, la rigirò un paio di volte prima di lanciarla al fratello – Sai bene che sono un uomo nato per l’arco e la spada, fatto per difendere il nostro popolo, non far crescere mele..-
Varyanon afferrò la mela con un gesto rapido ed elegante, era prerogativa degli elfi mostrare doti di sovrannaturale agilità e velocità , ed ogni loro movimento non era mai eccessivo o sgraziato; sorrise, osservando la mela, prima di addentarla ed assaporare il frutto croccante e succoso – Uhm.. lo so, da ragazzi tu eri quello con la spada di legno ed io quello che correva dietro a nostro padre mentre dirigeva le nostre terre..- chiuse per un istante gli occhi, mentre l’immagine si proiettava nella sua mente, quindi corrugò improvvisamente la fronte, un velo scuro adombrò il giovane viso.
– Qualcosa ti turba, mio giovane fratello? –
Varyanon non rispose e si sedette pensieroso accanto al fratello, diede un altro morso alla mela , masticando con eccessiva lentezza, prima di sollevare lo sguardo negli occhi grigi di Ryanyeh – Da quando è morto nostro padre non riposo bene.. – fece una lunga pausa, era un uomo pragmatico, non era abituato a perdersi in racconti bizzarri come quelli di un sogno – continuo a rifare il medesimo sogno…-
– Quando ho conosciuto Misha non facevo altro che sognare il suo volto… – un sorrisò piegò le labbra sottili del capofamiglia, mentre si sistemava meglio contro lo schienale della sedia, fissando il fratello incuriosito – non devi certo vergarti se una fanciulla occupa i tuoi pensieri..-
– Oh, non illuderti, nessuna giovane dama ha ancora fatto breccia del mio cuore …- Varyanon scoppio in una breve e tirata risata, era ben consapevole che la famiglia, in particolar modo la madre, non aspettavano altro che vederlo sposato con una giovane dama di qualità, in grado di rompere il suo isolamento che a molti pareva quasi forzato.
– Peccato…ma raccontami cosa ti turba, dopotutto, sei mio fratello minore….avanti Var, non farti problemi….-
– Non è facile, fratello , non è facile… non mi sono mai soffermato sui sogni , tu lo sai bene, ma questa volta rischio di impazzire se non lo racconto a qualcuno …- Varyanon si passò le mani sul volto, quasi volesse distendere i propri lineamenti. Suo fratello, Ryanyeh, taceva ed aspettava paziente il racconto del fratello, gli elfi erano per natura una razza che aveva un grande rispetto del tempo che una persona decideva di dedicare non solo alle attività, ma anche alle pause; probabilmente questa loro capacità era dovuta alla longevità di cui erano dotati, un elfo, infatti , viveva per centinaia e centinaia di anni, Ryanyeh, che era il più vecchio dei fratelli, aveva centottantasei anni, ed era considerato un elfo nel pieno della sua maturità.
– Dal giorno della morte di nostro padre, ogni notte ho fatto il medesimo sogno, sempre identico in ogni dettaglio…- Varyanon si umettò le labbra con la lingua, era per lui difficile cercare di dare un forma alla sua agitazione, senza contare che si sentiva terribilmente stupido – nelle prime notti non vi ho dato troppo peso, pensavo fosse collegato al dolore della perdita di nostro padre…ma poi… poi …-
– Avanti Var, non farti problemi…- il fratello maggiore sorrise, da quando era diventato padre del piccolo Domhaic aveva assunto l’atteggiamento di un vero padre.
Il giovane Selede tamburellò sul tavolo con le lunghe dita affusolate, visibilmente a disagio – Una donna urla, la sua voce è tanto acuta da rompere le vetrate della sala in cui ci troviamo, ma non riesco a distinguere né il suo volto né il luogo del sogno. Sangue, c’è sangue sul pavimento, si insinua fra le linee della pietra e in sangue va a macchiare le vesti dei presenti. Riconosco il volto di Syalen Hastyer, il suo manto bianco si macchia progressivamente di sangue fino a quando tutta la sua tunica ne è intrisa. Lo stesso succede poi con Fheher Nyasha e i suoi figli, quindi tocca al vecchio Cleyndhar ed infine…infine a te…fratello mio…
– Credo che la morte di nostro padre ti abbia scosso più di quanto non credessi…- Ryanyeh riprese a parlare, tuttavia Varyanon sollevò educatamente la mano, come per indicare che non aveva ancora finito il suo racconto
– Allora il mio corpo smette di esistere e la mia mente è trasportata in un viaggio , secondo una velocità impossibile da sostenere anche da più veloce dei cavalieri. Scivolo attraverso le vie di Yàvaldarelle…attraverso le alte mura della città quindi scivolo fino al confine delle terre conosciute, verso nordovest. Vedo boschi che non ho mai conosciuto, strade che non ho mai calpestato, inseguo un fiume dal quale non ho mai bevuto..e continuo, attirato da non so quale forza, ad avanzare lungo paesi di uomini, di stranieri, attraverso campi e strade, fino ad un grande lago, la cui superficie splende con il vetro appena soffiato lasciato al sole, la luce cresce. Si gonfia, fino a quando una torre sorge dal centro del lago, e si erge davanti a me in tutto il suo splendore e allora cado, annegando nelle sue acque e una voce mi accompagna…
-Uno ad uno cadranno, uno ad uno se il sangue non sarà dato alla torre, uno ad uno fino alla fine della specie-

Varyanon tacque ed un profondo silenzio calò nella stanza per un tempo che al giovane parve infinito fino a quando un sospiro di Ryanyeh non ruppe immobilità dell’aria – Var, è semplicemente un sogno, lascialo perdere. Probabilmente hai solo risentito più del dovuto della morte di nostro padre e le ossessioni di nostra madre ti stanno dando alla testa. Sono sicuro che se tu avessi al tuo fianco una donna come Misha per condividere il peso della perdita i tuoi sogni non sarebbero tanto cupi…-
Le parole di Ryanyeh sciolsero il nodo alla gola del fratello minore il quale scoppiò in una sonora e gaia risata, scuotendo appena il capo – Deve essere senza dubbio vero quello che dici…in certi momenti, Ryan, mi sento di animo molto più vecchio del tuo..-
– Un buon bicchiere di sidro sono sicura ti rimetterà di buon umore…-
– Condivido il tuo pensiero, ma dopo…ora meglio mi rechi al frutteto a controllare gli aleberi, fra poco inizierà la fioritura e dovrà essere splendida quest’anno… Yàvaldarelle vedrà la festa del disgelo più grande e splendente degli ultimi 400 anni !!
-Uno ad uno cadranno, uno ad uno se il sangue non sarà dato alla torre, uno ad uno fino alla fine della specie-
La voce echeggiò nuovamente nella testa di Varyanon, ma il giovane la scosse e con un agile balzo prese ad incamminarsi per dirigersi verso il frutteto.